Results of life span carcinogenicity bioassay on Sprague-Dawley rats exposed to aspartame since foetal life / Risultati dell’esperimento di cancerogenesi a lungo termine su ratti Sprague-Dawley esposti ad aspartame a partire dalla vita fetale

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D. Chiozzotto
M. Soffritti
L. Falcioni, et al.

Keywords

Abstract

The artificial sweetener aspartame (APM), over two hundred times sweeter than sucrose, is an additive contained in over 6,000 products, including almost 500 drugs. As part of the Ramazzini Institute’s mega-experiment project to test the carcinogenic potential of numerous products commonly used in the diet of millions of people, the Authors report the full results of the lifespan carcinogenicity bioassay on APM administered in animal feed from foetal life until natural death. A total of 470 Sprague-Dawley (SD) rats were divided by number and sex into three different groups of 70-95 animals. APMwas administered in their feed at concentrations of 2,000, 400 or 0 ppm to simulate a daily APM intake of 100, 20 or 0 mg/kg b.w., respectively. The results have shown: 1) a significantly increased dose-related incidence (p≤0.05) of females bearing benign tumours, particularly in the group of 2,000 ppm (p≤0.05); a significantly increased dose-related incidence (p≤0.01) of males bearing malignant tumours, in particular in the 2,000 ppm group (p≤0.01); 2) a significantly increased dose-related incidence (p≤0.05) of mammary adenocarcinomas in females, particularly in the 2,000 ppm group (p≤0.05); 3) a significantly increased incidence (p≤0.05) of lymphomas/leukaemias in males treated at 2,000 ppm; and 4) a significantly increased doserelated incidence (p≤0.01) of lymphomas/leukaemias in females, particularly in the 2,000 ppm group (p≤0.01). Our experimental conditions confirm the carcinogenic potential of APM in rats. The data also show that when the lifespan treatment starts from foetal life the carcinogenic effects are heightened.

Risultati dell’esperimento di cancerogenesi a lungo termine su ratti Sprague-Dawley esposti ad aspartame a partire dalla vita fetale
Il dolcificante artificiale aspartame (APM), oltre 200 volte più dolce dello zucchero, è un additivo contenuto in oltre 6.000 prodotti, inclusi circa 500 medicinali. Nell’ambito dei progetti sui mega esperimenti dell’Istituto Ramazzini, volti a testare il potenziale cancerogeno di numerosi prodotti comunemente usati nella dieta da milioni di persone, nel presente lavoro vengono riportati i risultati completi del saggio di cancerogenicità a lungo termine sull’APM somministrato nel cibo dalla vita fetale fino a morte spontanea. Un totale di 470 ratti Sprague-Dawley (S-D) sono stati equamente divisi per numero e sesso in 3 differenti gruppi di 70-95 animali. L’APM è stato somministrato nel cibo alle concentrazioni di 2.000, 400 o 0 ppm per simulare rispettivamente un’assunzione giornaliera di APMdi 100, 20 o 0 mg/kg p.c. I risultati hanno mostrato: 1) un significativo aumento dosecorrelato dell’incidenza (p≤0,05) di femmine portatrici di tumori benigni, particolarmente per quanto riguarda il gruppo 2.000 ppm (p≤0,05); un aumento significativo dose-correlato (p≤0,01) dell’incidenza di maschi portatori di tumori maligni, in particolare nel gruppo 2.000 ppm (p≤0,01); 2) un significativo aumento dose-correlato dell’incidenza (p≤0,05) di carcinomi mammari nelle femmine, in particolare nel gruppo 2.000 ppm (p≤0,05); 3) un significativo aumento dell’incidenza (p≤0,05) di linfomi/leucemie nei maschi trattati con 2.000 ppm; e 4) un significativo aumento dell’incidenza dose-correlato (p≤0,01) di linfomi/leucemie nelle femmine, particolarmente nel gruppo 2.000 ppm (p≤0,01). Nelle nostre condizioni sperimentali è stato confermato l’effetto cancerogeno dell’APM nei ratti. Inoltre i dati mostrano che quando il trattamento per tutta la vita inizia dalla vita fetale, gli effetti cancerogeni risultano amplificati.
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