Disturbi psichici associabili a condizioni di lavoro negative persistenti / Mental disorders related to persistent negative working conditions

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Luigi Perbellini
Silvia Tisato
E. Quintarelli
Silvia Dal Ponte
Luisa Pelizza
A. Riolfi
Cristina Zonzin
L. Romeo

Keywords

Abstract

Summary
«Mental disorders related to persistent negative working conditions». Background: Mental disorders are common in our industrialised society and inevitably affect the working population. Over the last few years greater attention has been focussed on work-related psychopathologies due to an increasing number of studies regarding workplace bullying. Objectives: This study reports our observations on patients with mental disorders who came to our Occupational Health Centre because they perceived themselves to be victims of negative working conditions. An in-depth analysis of their working conditions led us to the conclusion that many of these disorders were to be attributed to the workplace. Methods: Between 2004 and 2010, 449 workers attended our Occupational Health Centre, most suffering from mental disorders which they ascribed to negative working conditions. All patients had an initial consultation session with an occupational physician which focused on the environmental and relational characteristics of their place of work. Thereafter, patients underwent a second clinical evaluation with a psychologist including several psychological tests. At the end of diagnostic process, the occupational physician and the clinical psychologist drew their clinical conclusions and defined the possible relationship with the working condition. Results: For 379 out of 449 patients/workers, a positive and causal relationship between medical disorders and working conditions was established. The mental disorders observed in these groups of workers were: mixed anxiety and depressive disorder (53.6%), depressive disorder (16.2%), adaptation disorder (15.9%), anxiety disorder (13%) and only 1.3% post-traumatic stress disorder. The working conditions favouring the mental disorders were: workplace bullying, such as person-related bullying (30.1%) and task-related bullying (14.8%), adverse situations causing work distress (38.2%) or non-specific work discomfort (16,9%). Conclusions: Our experience showed that not only workplace bullying can cause different psychiatric disorders but also adverse situations that favour work distress and non-specific work discomfort often give raise to the same disorders. Negative working conditions can play a significant role in the development of psychological-psychiatric disorders: such disorders related to occupational conditions are on the increase in many industrialised countries.

Riassunto
Premessa: I disturbi mentali sono frequenti nell’ambito delle società industrializzate e coinvolgono inevitabilmente la popolazione lavorativa, come confermato dalla sempre più crescente attenzione posta negli ultimi anni ai disturbi mentali correlati al lavoro, soprattutto in relazione alle violenze psicologiche protratte. Obiettivi: In questo studio vengono discussi i casi di lavoratori che si sono presentati alla nostra osservazione in quanto affetti da psicopatologie che ritenevano fossero insorte o si fossero aggravate, a causa di negative condizioni di lavoro. La valutazione clinica e l’analisi approfondita di tali condizioni ha consentito di riconoscere una relazione causale tra le psicolopatologie e il lavoro per un numero rilevante di lavoratori. Materiali e metodi: Tra il 2004 e il 2010 sono giunti alla nostra osservazione 449 lavoratori per una valutazione che doveva stabilire se le condizioni di lavoro fossero state la causa dei disturbi psichici di cui erano affetti. Ciascun lavoratore è stato esaminato da un medico del lavoro che ha raccolto approfondite informazioni anamnestiche sia sulle condizioni di lavoro che sullo stato di salute, con particolare riferimento alle patologie della sfera psichica, tenendo anche conto delle eventuali situazioni pre-esistenti ai problemi lavorativi. L’accertamento è stato approfondito quindi da uno psicologo clinico, che tramite un colloquio e la somministrazione di test psico-diagnostici, ha completato la sua valutazione. Al termine degli accertamenti il medico del lavoro e lo psicologo clinico concordavano la diagnosi e si esprimevano sulla possibile relazione tra la psicopatologia riscontrata e le condizioni lavorative. Risultati: In 379 casi, su 449 pervenuti, abbiamo ritenuto che le condizioni di lavoro avessero fornito un contributo determinante per la comparsa dei disturbi psichici. I disturbi mentali rilevati erano i seguenti: il disturbo ansioso-depressivo nel 53,6% dei casi, il disturbo depressivo nel 16,2%, il disturbo dell’adattamento nel 15,9%, il disturbo d’ansia nel 13% e solo in rari casi il disturbo post-traumatico da stress (1,3%). Le condizioni di lavoro negative, causa dei disturbi diagnosticati, erano rappresentate da molestie morali protratte in ambiente di lavoro riferite prevalentemente alla persona (person-related bullying) nel 30,1% dei casi oppure solo agli aspetti lavorativi, condizione definita con il termine costrittività organizzative, (task-related bullying) nel 14,8%, da situazioni avverse favorenti il distress lavorativo (38,2%) e da circostanze in grado di indurre disagio lavorativo aspecifico (16,9%). Conclusioni: La nostra esperienza segnala che disturbi ansioso-depressivi, disturbi depressivi, disturbi dell’adattamento e disturbi d’ansia sono frequentemente associabili a condizioni avversative in ambiente di lavoro caratterizzate da violenze psicologiche protratte ed altre situazioni favorenti il distress lavorativo. Solo raramente compaiono quadri clinici definibili come Disturbo post-traumatico da stress (DPTS): questo dato contrasta con i dati della letteratura che per lungo tempo hanno associato questa patologia alle violenze psicologiche protratte in ambiente lavorativo.

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