Health investigations of depleted uranium clean-up workers / Indagini sulla salute di addetti alla decontaminazione di uranio impoverito

Main Article Content

S. Milacic

Keywords

Abstract

Background: The soil contaminated by depleted uranium (238U) ammunition during the NATO bombing of Serbia and Montenegro was cleaned-up for four months in 2002. A team of 11 clean-up workers (expert members) were medically examined three times: before decontamination as a preliminary medical check-up, immediately after decontamination, and four years after cleaning up contaminated ground.Objectives: This short report presents investigations and health risk assessments of clean-up workers in radioactive decontamination operations and an assessment of the environmental health perspectives for citizens living in surrounding areas. Method: The method of initial health disorders was used, analyzing the most sensitive biological materials, such as blood cells or chromosome damage, DNA strand breaks, radio-toxicological examination of urine. Results: The total number of blood cells did not change, but variations of the relative number (percentage) of cells in the leukocyte formula were observed. The total number of DNA alterations was higher immediately after decontamination than before decontamination. Four years after decontamination the number of DNA alterations had decreased. However, the number of damaged cells (lymphocytes containing chromosome lesions) was higher in both medical examinations, immediately after and four years after decontamination. Conclusions: Disease or tumours due to 238U did not develop in the group of depleted uranium clean-up workers during the investigation period of four years. Further monitoring of haematological and chromosomal effects and the health condition of workers is necessary.

Indagini sulla salute di addetti alla decontaminazione di uranio impoverito
Il terreno contaminato da munizioni contenenti uranio impoverito (238U), durante il bombardamento della Serbia e del Montenegro da parte della NATO, è stato bonificato e decontaminato nel corso di un periodo di 4 mesi nel 2002. Una squadra di 11 operatori esperti della decontaminazione sono stati sottoposti a visita medica in 3 occasioni: prima delle operazioni di decontaminazione, come controllo medico preliminare, subito dopo la fine delle operazioni di decontaminazione, e a 4 anni dalla fine delle operazioni. Nel contributo qui presente vengono descritte le indagini e valutazioni del rischio per la salute di operatori di decontaminazione radioattiva, e una valutazione delle prospettive per la salute per le popolazioni residenti nelle aree circostanti. È stato utilizzato il metodo dell’indagine delle iniziali condizioni di salute, mediante la ricerca nei liquidi biologici di indicatori tra i più sensibili, come la conta delle cellule ematiche circolanti, la misura del danno cromosomico e della rottura dei filamenti del DNA, analisi radiotossicologica delle urine. I risultati hanno dimostrato che il numero totale delle cellule ematiche non è variato, tuttavia sono state osservate variazioni del numero relativo (percentuale) delle cellule nella formula leucocitaria. Il numero totale di alterazioni del DNA è risultato più alto subito dopo le operazioni di decontaminazione che prima della decontaminazione. A quattro anni dalla fine delle operazioni di decontaminazione il numero di alterazioni del DNA è risultato aumentato. Tuttavia il numero di cellule danneggiate (linfociti con lesioni cromosomiche) è risultato aumentato in occasione di entrambi i controlli clinici, cioè subito dopo decontaminazione e a quattro anni dalla fine della decontaminazione. Si conclude che non si sono sviluppati malattie o tumori dovuti a 238U nel gruppo di operatori di decontaminazione dell’uranio impoverito durante il periodo di studio di 4 anni. Si raccomanda di eseguire ulteriori studi di monitoraggio ematologico, degli effetti cromosomici nonché delle condizioni di salute dei lavoratori interessati.
Abstract 53 | PDF (Italiano) Downloads 0