“Sulle professioni considerate come causa di malattia” (1849) di Enrico de Betta. La prima trattazione italiana moderna su malattie e lavoro / “On professions considered as a cause of disease” (1849) by Enrico de Betta. The first Italian modern...

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Alberto Baldasseroni
Francesco Carnevale

Keywords

Abstract

Viene presentata la tesi di laurea a Pavia nel 1849 di Enrico de Betta che svolge per la prima volta una trattazionearticolata, completa e moderna delle malattie da mettere in relazione con il lavoro. Dopo 150 anni l’autore, conl’apporto della letteratura coeva soprattutto francese e tedesca, che i curatori hanno accuratamente descritta nell’apparatocritico, aggiorna e rinnova le conoscenze tramandate da Ramazzini alla luce anche o specialmente delle novitàintervenute grazie agli esordi dell’igiene industriale e della prima epidemiologia occupazionale. Nell’introduzioneal testo e nelle note di accompagnamento viene proposta un’interpretazione sul significato del superamento deiparadigmi Ramazziniani, anche in relazione all’attuale dibattito, soprattutto in ambito culturale francese, sul significatodell’autonomia e della complementarietà delle diverse discipline alla base della protezione e promozione dellecondizioni di salute delle classi lavoratrici. Si suggerisce quindi il superamento di una visione semplicistica dellavoro di Ramazzini come “padre” unico e diretto di tutta la prevenzione nei luoghi di lavoro come sviluppatasi neltempo. Il lavoro di de Betta non pare abbia avuto grande fortuna in Italia. Si dovrà attendere ancora un cinquantennioperché divenga attuale il dibattito sul rapporto tra malattie e lavoro, ma ciò avverrà in un contesto moltodifferente, quello dell’Italia Giolittiana.

“On professions considered as a cause of disease” (1849) by Enrico de Betta.The first Italian modern discussion on diseases and work.
The doctoral dissertation in Pavia in 1849 by Enrico de Betta is presented as a well-constructed,comprehensive and modern discussion of diseases ascribable to work. 150 years after Ramazzini’s treatise,Enrico de Betta, through an updated knowledge of contemporary literature especially French and German, refreshedand renewed the knowledge inherited from Ramazzini in the light of the changes introduced with the beginnings ofindustrial hygiene and the first steps taken in occupational epidemiology. In the introduction to the text and accompanyingnotes, the authors offer an interpretation of the significance of overcoming the main Ramazzinian paradigms.This takes into account the current debate, especially in the French cultural sphere, on the meaning of autonomyand complementarity of the various disciplines that are the foundations of the protection and promotion of thehealth conditions of the working classes. It is suggested therefore that a simplistic view of Ramazzini as the unique“father“ of modern occupational health and safety at work needs to be abandoned. The work of de Betta does notseem to have had much success in Italy. The debate and interventions on the relationship between diseases and workstill had to wait half a century to produce effects, but this took place in a very different context, that of Giolitti’s era.
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