Relationship between symptoms and instrumental findings in the diagnosis of upper limb work-related musculoskeletal disorders / Correlazione tra sintomi e reperti strumentali nella diagnosi delle patologie muscolo-scheletriche dell’arto superiore correlate al lavoro

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R. Bonfiglioli
S. Mattioli
F.S. Violante

Keywords

Abstract

Background: Upper limb work-related musculoskeletal disorders (UL-WRMSDs) are common among workers performing repetitive and forceful manual work. The diagnosis of UL-WRMSDs is mainly based on clinical features but its accuracy is further increased by physical examination and instrumental analysis. Discussion and Conclusions: In the occupational setting, several case definitions for UL-WRMSDs, based on different combinations of symptoms, physical examination findings and instrumental test results, have been proposed and published in the literature. Case definitions based on a combination of clinical history and instrumental findings would be preferred both for surveillance and epidemiological purposes. However, the use of instrumental tests introduces the issue of the poor level of agreement between symptoms and instrumental findings. Moreover, in the course of time both symptoms and instrumental findings tend to fluctuate and can be affected by several variables: exposure, individual factors, criteria used for data collection and time of examination in relation to work shift. As a paradigmatic example of UL-WRMSDs, the case of Carpal Tunnel Syndrome is discussed. In an improvement perspective, we suggest to focus on the following aspects: the monitoring of exposure assessment, the time of data collection in relation to work shift, the opportunity to collect clinical and instrumental data at the same time and the selection of normative data and of the best informative parameters for epidemiological studies.

Correlazione tra sintomi e reperti strumentali nella diagnosi delle patologie muscolo-scheletriche dell’arto superiore correlate al lavoro

Le patologie muscolo-scheletriche dell’arto superiore correlate al lavoro si riscontrano con grande frequenza nei lavoratori che svolgono compiti manuali ripetitivi e che richiedono l’uso di forza. Si tratta di un gruppo eterogeneo di patologie che possono colpire diversi tessuti (muscoli, tendini, nervi periferici…); la diagnosi si basa principalmente sulla raccolta di dati clinici, tuttavia l’esame fisico e l’uso di tecniche di diagnostica strumentale (quali ad esempio l’ecografia e l’elettromiografia) possono costituire un’utile complemento. In ambito occupazionale sono state proposte diverse classificazioni di queste patologie basate su una diversa combinazione di sintomi, segni e reperti strumentali. Le definizioni diagnostiche costruite sulla contemporanea presenza di dati clinici e di reperti strumentali sono preferibili in quanto offrono un contributo oggettivo alla diagnosi. Accade tuttavia che non sempre ci sia corrispondenza tra dati clinici e strumentali e che tutti questi reperti presentino un’ampia fluttuazione nel corso del tempo. Questo fenomeno, ampiamente descritto in letteratura in particolare per la Sindrome del tunnel carpale, pone il problema della gestione dei dati clinico-strumentali discordanti. Prendendo la Sindrome del tunnel carpale come paradigma di questo gruppo di patologie, vengono discussi i diversi fattori che possono influenzare il quadro clinico e i reperti strumentali: il livello di esposizione a fattori di rischio di natura biomeccanica, i fattori individuali predisponenti, i criteri e gli strumenti usati per la raccolta dei dati clinici e strumentali, compreso il momento scelto per l’esame in relazione al turno di lavoro. Si assume di conseguenza che tutti gli aspetti sopra elencati debbano essere valutati in sede di sorveglianza sanitaria e in ambito epidemiologico.

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