Interazioni fra consumo di alcol ed esposizione lavorativa ad agenti chimici / Interactions between alcohol and work exposure to chemical substances

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F. Toffoletto
M. Crippa
D. Torri

Keywords

Abstract

L’abitudine piuttosto diffusa ad un significativo consumo di bevande alcoliche, può interferire con l’esposizione professionale a sostanze chimiche interagendo con i tossici industriali, aumentandone la tossicità e/o alterando i parametri del monitoraggio biologico. Rappresenta quindi un fattore di confondimento a livello collettivo nella ricerca epidemiologica, a livello individuale nella valutazione dell’esposizione occupazionale e, in qualche caso, nella diagnosi di patologie professionali. Tra l’alcol assunto come bevanda e i tossici industriali assorbiti sul lavoro possono avvenire interazioni sia di tipo tossicocinetico (a livello del metabolismo dei tossici), sia di tipo tossicodinamico (a livello degli effetti dei tossici sugli organi bersaglio). Inoltre l’alcol può interferire nei processi di biotrasformazione degli xenobiotici in modo tale da modificare gli indicatori di dose e di effetto utilizzati per il metabolismo biologico, causando possibili erronee interpretazioni dei risultati. Il metabolismo dell’etanolo può essere alterato dall’esposizione a tossici industriali dando luogo ad alcune quadri clinici di intolleranza all’alcol, quali la “antabuse syndrome” (dovuta all’esposizione professionale a solfuro di carbonio od a dimetilformamide di lavoratori che hanno assunto alcol) e la “degreaser flush syndrome” da esposizione ad elevate concentrazioni di tricloroetilene. Anche l’esposizione professionale a nitroglicerina e nitroglicole etilenico possono produrre quadri simili in soggetti che assumono alcol. Interazioni tossicocinetiche sono descritte fra alcol e solventi, quali il metanolo, l’isopropanolo, i glicoeteri, il tricloroetilene, il metiletilchetone e il toluene. Anche fra alcol e metalli possono avvenire interazioni tossicocinetiche, ad esempio nel caso del piombo e del mercurio. Le interazioni tossicodinamiche fra alcol e solventi possono determinare un potenziamento di effetti sul SNC di tipo narcotico, depressivo e di alterazione della “performance”. E’ descritto anche il potenziamento di effetti avversi sul fegato e sull’emopoiesi. Le interferenze dell’alcol sul monitoraggio biologico dell’esposizione a solventi possono comportare alterazioni degli indicatori biologici e conseguenti sovrastime o sottostime dell’esposizione. In termini generali, nelle attuali situazioni lavorative, si ritiene che il consumo di bevande alcoliche determini un aumento della concentrazione del solvente nel sangue ed una riduzione dei suoi metaboliti. I solventi per i quali tali interferenze sono state maggiormente studiate sono: stirene dimetil-formamide, xilene, toluene, tricloroetilene, metiletilchetone e cicloexanone. In linea di massima quando è ipotizzabile una interferenza fra alcol e sostanze in uso lavorativo è opportuno valutare gli indicatori biologici in giorni in cui non è stato assunto alcol. Se ciò non può essere garantito è necessario almeno conoscere l’entità del consumo e può essere utile disporre contemporaneamente di dati provenienti dal monitoraggio biologico e dal monitoraggio ambientale, per poter valutare eventuali interferenze.

Interactions between alcohol and work exposure to chemical substances
Background and objectives: The quite diffused habit of a significant assumption of alcohol drinks, can interfere with the professional exposure to chemical substances. The interaction may result in increasing their toxicity and/or modifying the parameters of the biological monitoring. It may also act as a confounding factor, not only in epidemiologic researches but also at individual level when the assessment of the occupational exposure and/or the diagnosis of an occupational diseases, is under consideration. We review available references in the literature summarizing major scientific evidences. Results: The interaction between the alcohol assumption and industrial chemicals may be toxicokinetic or toxicodynamic. Alcohol can interfere in the processes of biotransformation of xenobiotics and modify the doses and the effect indicators used for the biological monitoring, causing wrong interpretations of the results. The metabolism of ethanol can be altered by the exposures to toxic industrial materials, creating some clinical pictures of alcohol intolerance, like an “antabuse syndrome” or an “degreaser flush syndrome”. Professional exposure to carbon sulfide or to dimethylformamides, trichloroethylene as well as to nitroglycerin and nitroglycole ethylenic can produce similar syndromes. Interactions are reported between alcohol and solvents: on toxicokinetic bases for methanol, isopropanol, glycol ether, trichloroethylene, methyl ethyl ketone and toluene; and on toxicodynamic bases for CNS. Also between alcohol and metals there can occur toxicokinetic interactions, like in the case of lead and mercury. Alcohol can also interfere with the biological monitoring of solvents, producing an over-estimation of the exposure. Conclusions: For the biological monitoring of reported chemical substances, it is suitable to evaluate the biologic indicators in the days in which there is not assumed alcohol. If this cannot be guaranteed, it is necessary to know at least the quantity of the alcohol consumed or at least if the subject is an alcohol abuser.

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