Analisi di srumenti, metodi e risultati dello screening tossicologico per la ricerca di sostanze stupefacenti nei conducenti professionali italiani / Analysis of tools, methods and results of toxicological screening for detection of drug consumption...

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Gian Luca Rosso

Keywords

Abstract

Introduzione: A tre anni dall’entrata in vigore del protocollo di intesa Stato-Regioni del 2008 un importante numero di studi sono stati condotti sia per analizzare l’efficacia dei test on-site per la ricerca delle sostanze stupefacenti (oppiacei, cocaina, cannabinoidi, amfetamina e metamfetamina, MDMA e metadone) frequentemente utilizzati dal medico competente, sia per presentare i dati derivanti dall’esito degli screening effettuati durante la sorveglianza sanitaria.  Scopo del presente studio è quello di verificare se  le caratteristiche di sensibilità e specificità dei più comuni test on-site consentano una corretta applicazione di quanto disposto dall’attuale legislazione Italiana e, di analizzare gli studi pubblicati riportanti le percentuali di positività ai test per le sostanze stupefacenti. Materiali e metodi: È stata condotta una ricerca all’interno della letteratura scientifica nazionale e internazionale volta ad individuare gli studi e le analisi riguardanti: 1) la sensibilità e la specificità dei test on-site per la ricerca delle droghe nelle urine; 2) i dati prodotti durante lo screening per la ricerca delle sostanze d’abuso operato in Italia. È stato successivamente effettuato un confronto tra i vari studi. Risultati: Esiste un’ampia gamma di test on-site disponibili sul mercato, la loro sensibilità e specificità varia in base al modello e alla sostanza testata. La sensibilità di tali strumenti è scarsa se vengono utilizzati per la ricerca di basse concentrazioni (prossime ai livelli di soglia) di droghe e/o dei loro metaboliti nelle urine. Mancano studi di confronto tra test on-site eseguiti dal medico competente e test di conferma presso laboratori specializzati (con particolare riguardo ai falsi positivi riscontrati dal medico competente). Gli studi più rilevanti in termini di metodo e/o di numerosità campionaria riportano un tasso di positività (confermato al primo livello) compreso tra un minimo di 1.6% ad un massimo di 1.9%. Principali sostanze d’uso/abuso sono i cannabinoidi e la cocaina. Conclusioni: I test on-site (effettuati su matrice urinaria per la ricerca di sostanze psicotrope) associati alla metodologia imposta dalla legislazione Italiana, appaiono inefficaci nel perseguire le finalità del disposto normativo. Il basso tasso di positività riscontrato potrebbe essere riconducibile ad un errore nella prima fase dello screening ad opera del medico competente.

Analysis of tools, methods and results of toxicological screening for detection of drug consumption in Italian public and commercial transport drivers
Background: Three years after a protocol agreement between the State and the Regions came into force in 2008 (drug testing at the workplace Law) a large number of studies have been conducted to analyse and test the efficacy of on-site screening tests for detection of drug consumption (opiates, cocaine, cannabinoids, amphetamine and methamphetamine, MDMA and methadone), which are frequently used by the occupational health physician, and also to present data resulting from workplace drug testing obtained during health surveillance programmes. The aim of the present study was to verify whether the features of sensitivity and specificity of the most common on-site testing ensure correct application of the provisions of current Italian legislation and also to analyse published studies showing the frequency of positive drug testing. Methods: A review of Italian and international literature was carried out aimed at identifying studies relating to: 1) performance of on-site screening tests frequently used by the occupational health physician, 2) prevalence of drug use/abuse among Italian public and commercial transport drivers. A comparison between the studies was then carried out. Results: Several rapid on-site screening tests are commercially available (Italian Law does not provide standards for the technical specifications of the tests), the sensitivity and specificity of which varies depending on the model and the substance tested. The sensitivity of these tools is poor when used for the detection of low concentrations of drugs and/or their metabolites in urine (close to the cut-off). Studies are lacking that compare on-site tests performed by the occupational health physician and confirmative tests in specialized laboratories (with particular regard to false positives found by the occupational health physician). The major studies in terms of methods and/or size reported a positive rate (confirmed at the first level) between 1.6% and 1.9%. The drugs most frequently used/abused were cannabis and cocaine. Conclusions: The performance of on-site screening tests (to detect psychotropic substances on urine matrix) and the methodology required by Italian law show that the aims of Italian workplace drug testing legislation have not been achieved. The low positive rate observed in Italian studies could be due to an error in the first phase of screening performed by the occupational health physician.
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