Occupational diseases due to allergic and toxic chemicals in health care workers: fitness for work / Patologie da agenti chimici sensibilizzanti e tossici nei lavoratori della Sanità: il giudizio di idoneità lavorativa

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M. Crippa
G.B. Bartolucci
F. Toffoletto, et al

Keywords

Abstract

The purpose of this review is to suggest job fitness criteria for health care workers exposed to sensitizing or chemical agents. These recommendations are derived from a comparison between previous documents on prevention and management of allergic and chemical risks in health care settings and updated evidence; the job fitness criteria and the main documents on these topics are summarized in tables. Glove allergy, in particular latex allergy, is still a significant problem but we should remember that a wide choice of alternative materials is now easily available; many different alternative health products are also currently available when an allergy to disinfectants or detergents is diagnosed. Hence the prevention of allergic diseases is mostly based on an appropriate choice and use of the gloves and health products according to the specific tasks and possible individual susceptibility; this meets the requirements of the “good health care organization”, which translates into lower costs, if possible,  as well as  the best protection of worker’s health.  Concerning chemical risk, it should be remembered that during the last 20 years the improvements made in work environments have profoundly changed the mode and the levels of exposure to chemical substances and the current recommendations concerning the management of workers exposed to anesthetic gases, antineoplastic agents and  sterilizers/disinfectants significantly differ from those of early 1990s. However, the past prudential guidelines are still valid for formaldehyde.

Patologie da agenti chimici sensibilizzanti e tossici nei lavoratori della Sanità: il giudizio di idoneità lavorativa
Questa  review propone, alla luce delle attuali conoscenze, alcuni criteri per la gestione del giudizio di idoneità di lavoratori della sanità  ipersuscettibili o con patologie correlate a fattori di rischio allergologici o chimici. Dal punto di vista pratico, le indicazioni che sono emerse da un confronto tra precedenti documenti e le più recenti evidenze di letteratura,  sono state sintetizzate in alcune tabelle  di agevole consultazione. Sicuramente in ambito allergologico il rischio tuttora più rilevante è quello derivante dall’uso di guanti, soprattutto di latice, ma al momento attuale esiste sia un’ampia scelta di guanti di materiali alternativi che di prodotti alternativi, laddove si configuri ad esempio una allergia a disinfettanti o detergenti, che consente una agevole gestione del lavoratore sensibilizzato. Peraltro la scelta accurata (in termini di qualità e funzionalità) del prodotto/dispositivo di protezione  più idoneo per lo svolgimento di ogni specifica  attività/mansione, associata ad una adeguata sorveglianza sanitaria, rappresenta  la miglior possibilità di prevenzione  di queste patologie. Per quanto attiene  al rischio chimico, negli ultimi 20 anni  le condizioni degli ambienti di lavoro sono notevolmente migliorate e sono nettamente diminuiti i livelli di esposizione a gas anestetici, chemioterapici o ad altre sostanze chimiche e le attuali indicazioni per la gestione dei lavoratori esposti a questi fattori di rischio, ad esclusione degli ambiti in cui viene utilizzata la formaldeide, differiscono significativamente da quelle degli anni 90’
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