Livelli di esposizione a fibre regolamentate in cantieri di bonifica di materiali contenenti amianto in matrice compatta e friabile / Levels of exposure to respirable fibres at worksites for abatement of compact and friable asbestos

Main Article Content

Giorgio Miscetti
Patrizia Bodo
Patrizia Garofani
E.P. Abbritti
A. Lumare

Keywords

Abstract

Summary
«Levels of exposure to respirable fibres at worksites for abatement of compact and friable asbestos». Background: Starting from a project aimed at assessing the carcinogenic risk in some industrial sectors covered by Local Health Authority No.1 (LHA) in Perugia (USL Umbria1, Italian acronym), worksites for abatement of materials containing asbestos (MCA) were examined in order to estimate respirable fibres exposure levels in workers. Abatement work is, indeed, a fast developing sector, but is not free from asbestos risks in the long term, particularly carcinogenic risks; this kind of work therefore requires maximum effort in respecting prevention standards prescribed in the relative legislation. Objectives: The aim of the research was to define the personal levels of exposure to respirable fibres and to create a reliable database for the interpretation of possible  asbestos-related cases of neoplasms that may occur in the future in workers of this important occupational sector. Methods: The authors took in consideration operations both on compact MCA and on friable MCA. In the case of compact MCA, exposure values measured by the LHA via their own sampling were compared to those measured by the companies involved in the project. In the case of friable MCA, however, sampling was only performed by the LHA and the assessment covered not only workers’ exposure levels but also the pollution levels in the areas in the vicinity of the work site. Results: In the case of compact MCA, results showed moderate average values of personal fibre exposure, and always considerably lower than the limit values (100 fibres/litre) prescribed by law (Legislative Decree 81/08); however, the average values detected by the LHA (15,8 fibres/litre) were significantly higher (p<0,001) than those detected by companies (4,9 fibres/litre). In the case of friable MCA, however, average personal exposure values of workers (106,8 fibres/litre) were even higher than the limit values prescribed by current regulations, while in areas near the work sites, average fibre pollution levels (1,04 fibres/litre) were always very low and lacked significant variations (p>0,05) during the different phases of work. Conclusions: According to the authors, the data collected show how in MCA abatement operations a carcinogenic risk in the long term is in any case present, and this both in compact MCA work, where not all the prevention measures were accurately observed, and even more so, in friable MCA work, where average exposure levels of workers showed a heavy trend to exceed the above mentioned limit values.  Considering the different evolution of the results of sampling carried out by the LHA and by the companies, the authors also highlight the need to provide mandatory technical guidelines for industrial hygiene laboratories so that sampling and analysis methods are as homogeneous as possible, thus making the results of research easily comparable.

Riassunto
Introduzione: All’interno di un progetto volto a valutare il rischio cancerogeno in alcuni comparti produttivi della USL Umbria1 di Perugia, si sono presi in esame i lavori di bonifica dei materiali contenenti amianto (MCA), stimandone i livelli di esposizione personale a fibre regolamentate dei lavoratori. Trattasi, infatti, di lavori in forte sviluppo e non privi di rischi da amianto a lungo termine, in particolare di natura cancerogena; lavori che richiedono, quindi, il massimo sforzo sul piano del rispetto delle norme di prevenzione previste dalla norma. Obiettivi: L’obiettivo della ricerca è stato quello di definire i livelli di esposizione personale a fibre regolamentate dei lavoratori e di costruire una base di dati utile anche per interpretare possibili casi di neoplasie amianto-correlate che si dovessero verificare in futuro in lavoratori di questo importante settore occupazionale. Metodi: Gli autori hanno preso in esame sia lavorazioni su MCA di tipo compatto, che su MCA di tipo friabile. Nel caso dei MCA compatti i valori medi di esposizione personale rilevati dalla USL attraverso propri campionamenti, sono stati anche messi a confronto con quelli rilevati dalle imprese. Nel caso del MCA friabile, invece, i campionamenti sono stati effettuati solo dalla USL e si è proceduto sia a valutare l’andamento dei livelli di esposizione dei lavoratori, che i livelli di inquinamento nelle aree prossime al cantiere di lavoro. Risultati: Nel caso dei MCA compatti i risultati hanno mostrato valori medi di esposizione a fibre piuttosto contenuti e sempre lontani dai valori limite di 0,1 fibre/centimetro cubico (pari a 100 fibre/litro) previsti dalla norma (D.Lvo 81/08); tuttavia i valori medi rilevati dalla USL (15,8 fibre/litro) sono risultati significativamente (p<0,001) più alti di quelli rilevati dalle imprese (4,9 fibre/litro). Nel caso del MCA friabile, invece, i valori medi di esposizione personale dei lavoratori (106,8 fibre/litro) sono  risultati addirittura superiori ai valori limite proposti dalla norma, mentre nelle aree prossime ai cantieri di lavoro i livelli medi di inquinamento da fibre (1,04 fibre/litro) sono risultati sempre molti contenuti e privi di significative variazioni (p>0,05) nel corso delle diverse fasi di lavoro. Conclusioni: A parere degli autori i dati rilevati dimostrano come nei lavori di bonifica dei MCA un rischio cancerogeno a lungo termine sia comunque presente e questo sia nei lavori su MCA compatto, ove non si osservino accuratamente tutte le misure di tutela previste, sia, ed a maggior ragione, nei lavori su MCA friabile, dove i livelli di esposizione medi dei lavoratori mostrano una forte tendenza al  superamento dei valori limite citati. Visto il diverso andamento dei risultati dei campionamenti  effettuati dalla USL e dalle Imprese, gli autori evidenziano anche la necessità che vengano emanate indicazioni tecniche che impongano ai laboratori di igiene industriale metodologie di campionamento ed analisi il più possibile omogenee e che rendano maggiormente confrontabili i risultati delle indagini stesse.
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